Terapia

Pubblicato il ottobre 11th, 2013 | di Gaia Turra

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Distrofia Muscolare dei Cingoli

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A seguito delle Distrofinopatie ( Duchenne e Becker) e della Distrofia Facio-Scapolo-Omerale, continua l’analisi delle patologie raggruppate nella categoria delle Distrofie Muscolari con il nuovo articolo sulla Distrofia Muscolare dei Cingoli (LGMD).

DEFINIZIONE DI DISTROFIA MUSCOLARE DEI CINGOLI

La Distrofia Muscolare dei Cingoli (LGMD) è una forma di Distrofia Muscolare ereditaria e progressiva, che comprende un gruppo eterogeneo dal punto di vista clinico, è geneticamente determinata; la debolezza muscolare prevede un coinvolgimento prevalentemente dei muscoli prossimali dei cingoli- cingolo scapolare e pelvico- con risparmio dei muscoli facciali, extraoculari e faringei. Colpisce entrambi i sessi, a partire dall’infanzia sino all’età adulta.

L’acronimo inglese LGMD è così decifrato: L=Limb (arto), G=Girdle (cintura) eMD= Muscular Dystrophy (distrofia muscolare). Coloro che manifestano tale Distrofia hanno difficoltà motorie: alzare le braccia, sollevare pesi, fare le scale, alzarsi da terra, correre; dovute alla debolezza muscolare. Sotto alcuni aspetti le caratteristiche cliniche richiamano la Distrofia Muscolare di Becker. Il decorso clinico è estremamente variabile, ci sono casi più gravi con esordio precoce ed una rapida progressione ( le forme infantili),  altri più lievi che non compromettono significativamente l’aspettativa di vita e l’autonomia motoria. Si parla anche di eterogeneità genetica ovvero geni diversi che causano un quandro clinico simile.

CLASSIFICAZIONE E CARATTERISTICHE CLINICHE DI DISTROFIA MUSCOLARE DEI CINGOLI

La Distrofia Muscolare dei Cingoli può essere di tipo autosomico (cioè colpisce entrambi i sessi) sia dominante (di solito uno dei genitori affetti trasmette la malattia al 50% dei figli) che recessivo (entrambi i genitori devono essere portatori non affetti del gene malattia perché il 25% dei figli sia malato).  Perciò la prima grande classificazione prevede le LGMD di tipo 1-> autosomica dominante; le LGMD di tipo 2-> autosomiche recessive. Le forme dominanti rappresentano meno del 10 % del totale, sono quindi più rare, più benigne e coproteine interessaten una progressione più lenta. Le forme recessive  molto più frequenti, registrano una prevalenza globale di 1 affetto su 15.000, con una diversa distribuzione geografica; risultano maggiori nei casi di consanguineità o se i genitori appartengono a piccole popolazioni per esempio isolati geografici.

Poichè all’interno delle Distrofie Muscolari dei Cingoli ad oggi si conoscono diverse forme, dovute all’alterazione di un gene diverso, un’ulteriore sotto-classificazione è la seguente: sono state identificate sei forme di LGMD tipo 1-> (LGMD1A, LGMD1B, LGMD1C, lGMD1D, LGMD1E e LGMD1F) e dieci forme di LGMD tipo 2-> (LGMD2A, LGMD2B, LGMD2C, LGMD2D, LGMD2E, LGMD2F; LGMD2G, LGMD2H, LGMD2I e LGMD2J). Ciononostante in una considerevole parte delle famiglie (30-40%) sono escluse le mutazioni in tutti i geni noti.

Scendendo nel dettaglio sono state riconosciute 3 proteine deficitarie responsabili delle forme di LGMD dominanti e tutte le proteine invece responsabili delle LGMD recessive. Dunque la più recente classificazione si basa sulla proteina carente per indivisuare la relativa forma di Distrofia Muscolare dei cingoli. Ecco due tabelle riassuntive:

     FORMA     EREDITARIETA’    LOCUS GENETICO    PRODOTTO GENICO     ESORDIO       DECORSO
  LGMD 1 A

AD

5q31

Myotilina

18-30 a

Lento

  LGMD 1 B

AD

1q21.2

Lamina A/C

< 20 a

Lento

  LGMD 1 C

AD/AR

3p25

Caveolina

5 a

Lento

  LGMD 1 D

AD

6q

Non noto

?

?

  LGMD 1 E

AD

7q

Non noto

?

?

  LGMD 1 F

AD

 

FORMA

%

EREDITARIETA’

LOCUS GENETICO

PRODOTTO GENICO

ESORDIO

DECORSO

LGMD 2 A

35

AR

15q15.1-q21-1

Calpaina-3

14 a

Rapido

LGMD 2 B

10

AR

2p12-p14

Dysferlina

20 a

Rapido

LGMD 2 C

5

AR

13q12

γ- sarcoglicano

<8 a

Rapido

LGMD 2 D

4

AR

17q21

α–sarcogliacano

<10 a

Rapido

LGMD 2 E

2

AR

4q12

β- sarcogliacano

5 a

Rapido

LGMD 2 F

2

AR

5q33-34

δ- sarcogliacano

2-10 a

Rapido

LGMD 2 G

<1

AR

17q11-12

Teletonina

?

?

LGMD 2 H

Rara

AR

9q31-33

TRIM 32

<20 a

Lento

LGMD 2 I

8

AR

19q13.3

Fukutin-related protein

20 a

Lento

LGMD 2J

Rara

AR

2q31

Titina

<10 a

Rapido

 

Facciamo una carrellata veloce per ogni tipo di forma elencata. Nelle LGMD tipo 1 i sintomi appaiono nella giovinezza e sono caratterizzati prevalentemente da debolezza muscolare agli arti e crampi in seguito a sforzo. La progressione è lenta ed in alcuni casi è possibile riscontrare anche problemi cardiaci (cardiomiopatia):

  • LGMD 1 A-> progressione lenta, per cui difficilmente i soggetti colpiti ricorrono alla sedia a rotelle
  • LGMD 1 B-> clinicamente esordisce con difficoltà a salire le scale, contratture articolari e affaticabilità. Può esserci il coinvolgimento cardiaco
  • LGMD 1 C-> il gene alterato è stato identificato da Carlo Minetti, dell’Università di Genova. La sintomatologia prevede crampi muscolari da sforzo, debolezza e ipertrofia poplitea.
  • LGMD 1 D, LGMD 1 E, LGMD 1 F->è nota solo la localizzazione cromosomica, ma non il gene responsabile.

Nelle LGMD tipo 2 le proteine deficitarie sono tutte conosciute quindi ciò determina:

  • LGMD 2 A-> atrofia dei muscoli posteriori della coscia, contratture tendinee (maggiormente al tendine d’Achille), lassità dei muscoli addominali, lordosi e scapole alate
  • LGMD 2 B->  una forma lieve, a progressione lenta. Colpisce spesso i muscoli gastrocnemi; è molto elevato il CPK e uno dei primi sintomi è l’incapacità di deambulare sulle punte
  • LGMD 2 C, 2 D, 2 E, 2 F-> sono sarcoglicanopatie ovvero dovute a mutazioni dei  4 sarcoglicani, proteine glicosilate che si associano tra loro per formare un complesso a livello della membrana della cellula muscolare. Sono le forme più gravi di LGMD. LGMD 2 C è una grave miopatia con 2 possibili severità: uno grave riconducibile alla DMD; un’altra intermedia che si intrappone tra DMD e DMB. In entrambe si verifica ipoacusia neurosensoriale, iperlordosi lombare ed insufficienza respiratoria.  LGMD 2 D prevede anche in questo caso 2 sottotipi: più severo dove la proteina è assente e la progressione molto rapida; più lieve con carenza parziale della proteina che consente una deambulazione conservata.  La causa di LGMD 2 F viene identificata da Vincenzo Nigro, della 2° Università di Napoli, grazie a Telethon; il decorso è purtroppo molto veloce poichè verso i 15 anni si arriva all’uso della sedia a rotelle e l’exitus si aggira attorno alla seconda decade di vita.
  • LGMD 2 G-> rara.Grazie a Telethon Gerolamo Lanfranchi e Giorgio Valle, dell’Università di Padova, hanno identificato il gene responsabile.
  • LGMD 2 H e 2 J sono anch’esse molto rare. LGMD 2 J si manifesta nei bambini con compromissione muscolare ai muscoli tibiali anteriori
  • LGMD 2 I-> si descrivono 2 forme:  infantile simile alla DMD ( Duchenne), una adulta più lenta.

scapole alate

La velocità di progressione e la gravità sono diverse nelle varie forme della malattia. I sintomi interessanti gli arti superiori, benché presenti sin dall’inizio (scapole alate), solitamente sono più tardivi. Da non dimenticare l’aumento dei valori della creatinkinasi  di entità variabile da tre-cinque fino a cento volte il valore massimo normale, a seconda delle varie forme.
Per la diagnosi -> la ricerca delle proteine interessate su biopsia muscolare o l’analisi molecolare dei geni sospettati,utile  in circa il 60-65% dei casi.

EZIOLOGIA DI DISTROFIA MUSCOLARE DEI CINGOLI

La causa  come già accennato è genetica ed ereditaria. Dovuta a mutazioni (alterazioni nella sequenza del DNA) in geni diversi, sette dominanti e quindici recessivi, ma il loro numero è destinato ad ampliarsi. La mutazione genica, a sua volta, provoca una ridotta presenza o la completa assenza della proteina corrispondente, che diventa inefficiente parzialmente o completamente.

La causa è di solito dovuta a mutazioni (alterazioni nella sequenza del DNA, la struttura fondamentale di ogni essere vivente) in geni diversi, sette dominanti e quindici recessivi, ma il loro numero è destinato ad ampliarsi. La mutazione genica, a sua volta, provoca una ridotta presenza o la completa assenza della proteina corrispondente, che non può più svolgere il proprio lavoro.

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Informazioni Autore

Terapista della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva, Neuropsicomotricista in acqua e istruttrice di nuoto a Padova. Ho affiancato la mia formazione universitaria ad una mia passione ovvero il nuoto cercando di creare un nesso tra terapia, sport e piacere. In un mondo non sempre facile avere più chance per vivere meglio.



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