Terapia

Pubblicato il settembre 29th, 2013 | di Gaia Turra

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Corso Idrokinesiterapia Treviglio

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L’apertura di questa rubrica ha visto come tema degno di nota la terapia in acqua. In questa sede vorrei concentrarmi a tal proposito su questa ancora poco diffusa disciplina, ma efficace, rivolgendomi a professionisti sanitari quali fisioterapisti e/o neuropsicomotricisti e a chiunque ne fosse interessato.

Analizzando l’etimologia della definizione IDRO-KINESI-TERAPIA si riesce già chiaramente a comprendere di cosa si tratti: terapia-> quindi una forma di riabilitazione; kinesi -> determinata dal movimento; idro -> attuata mediante l’acqua.

idrokinesiL’attività in acqua e l’elemento acqua in sé, diviene uno strumento NATURALE molto utile nelle mani del terapista, che può così costruire un adeguato progetto terapeutico ad hoc per il paziente. In termini qualitativi tale approccio si affianca a tecniche riabilitative fisioterapiche più tradizionali, come il lavoro in palestra, rendendo l’intervento completo e globale; inoltre è un metodo che consente di ottimizzare al meglio i tempi di recupero. L’acqua per le sue proprietà intrinseche (galleggiamento, densità, viscosità, spinta idrostatica, temperatura) risulta un mezzo ideale, avvalorato dal poter ridurre il peso corporeo e favorire un reclutamento muscolare, una miglior mobilitazione articolare ed un potenziamento di equilibrio e coordinazione. E’ possibile lavorare in scarico, senza aggravare sulle articolazioni; con carico parziale in assenza totale o quasi di gravità, riprendere movimenti talora impossibili a secco; soffermarsi su singoli apparati e parti anatomiche, quali arti inferiori, superiori, rachide; rendere il paziente maggiormente consapevole del suo corpo, con un recupero anche di immagine e di schema motorio; considerando i vari apparati: rinforzare i muscoli intercostali e del diaframma (apparato respiratorio e cardio-vascolare); trovare scbenesserehemi di deambulazione corretti senza ricorrere ad atteggiamenti di scompenso, e al di fuori di automatismi (apparato locomotore).

 

Questo tipo di trattamento è reso anche più stimolante dal piacere di stare in acqua, con una maggior motivazione nel progredire nella cura. Inoltre ha il duplice riscontro di favorire un recupero funzionale motorio, con ripercussioni positive anche dal punto di vista psicologico e di autonomia,  ed un reinserimento sociale con risvolti ricreativi. Un intervento quindi finalizzato dal punto di vista neuro-motorio, senso-motorio, neuro-cognitivo, psico-motorio, poiché è inscindibile sul piano percettivo e sensoriale di tutte quelle stimolazioni che l’acqua è in grado di creare.

L’idrokinesiterapia garantisce un moderno e valido recupero funzionale sia in campo neurologico-> Paralisi Cerebrali, postumi di traumi cranici, Sclerosi Multipla, Morbo di Parkinson; che ortopedico-> Paramorfismi, fratture, postumi di protesizzazione. La sua applicazione spazia su un panorama di patologie acute-sub acute, croniche. La sua utilità verte anche sul recupero post-operatorio:  spalla, ginocchio, rachide…

QUALI SONO I BENEFICI?

Il lavoro in acqua determina:

    • Riduzione del dolore e dell’affaticamentoescursione articolare
    • Incremento dell’esecuzione articolare
    • Potenziamento  del trofismo muscolare
    • Miglioramento del movimento, più agevole e precoce
    • Controllo del ritmo respiratorio
    • Stimolazione del sistema vascolare periferico, con riassorbimento eventuale di edemi
    • Inibizione dei riflessi patologici di stiramento-> rilassamento neuromuscolare
    • Miglioramento di equilibrio e coordinazione
    • Annulla il rischio di caduta
    • Rinforzo i patterns motori efficienti

In conclusione vorrei consigliare di consultare il seguente corso per chi fosse interessato ad ampliare le sue conoscenze e crescere professionalmente: http://www.formazionesalute.eu/archives/ai1ec_event/idrokinesiterapia-corso-base-5?instance_id=492.

 

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Informazioni Autore

Terapista della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva, Neuropsicomotricista in acqua e istruttrice di nuoto a Padova. Ho affiancato la mia formazione universitaria ad una mia passione ovvero il nuoto cercando di creare un nesso tra terapia, sport e piacere. In un mondo non sempre facile avere più chance per vivere meglio.



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