Terapia

Pubblicato il Marzo 14th, 2013 | di Gaia Turra

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Setting piscina: Tempo e Regole per la terapia

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Riguardo il Setting  piscina: Tempo e Regole per la terapia sono le categorie che, concludendo, saranno ora trattate, come accennato nell’articolo della settimana scorsa.

SETTING PISCINA :  Il tempo

Il tempo si esprime in una struttura che permette funzione predittiva, rapporto causale; regola. Prepararsi, spogliarsi, togliersi fisicamente i vestiti e psicologicamente la loro protezione si tratta di mostrare a se stessi e a tutti gli altri il corpo ferito dal deficit, quindi per qualcuno può essere fonte di disagio. Il lavoro in acqua implica perciò il fatto che il bambino e il terapista siano in costume, quindi da un lato vi è contatto dell’acqua sulla pelle di entrambi, dall’altro è favorito il contatto fra le due persone. Quindi accettarsi, accettare, accogliere.bambini in spogliatoio

Il tempo si struttura come il ritmo:

– soddisfazione/bisogno

– piacere/dispiacere

– presenza/assenza

– inizio e fine

– prima e dopo

tutto fondato sul ritmo corporeo e sulla nascita del bisogno, nella consapevolezza delle pause, nella sottolineatura al passaggio. Tempo per scandire i momenti della seduta (esempio: dopo i tuffi si esce dalla vasca). È necessario rispettare sempre i tempi di ambientamento e di avvicinamento all’acqua di ciascun bambino.

lo scorrere del tempoQUANDO: dopo una buona osservazione in sala. Quasi tutte le motivazioni si legano alla storia del bambino. Si può utilizzare l’elemento acqua all’inizio di una terapia, per destrutturare degli automatismi o per ristrutturare un corpo; al termine di un percorso terapeutico per segnare un distacco dalla sala e iniziare un processo di separazione o per trovare nuove motivazioni.

PER QUANTO TEMPO: sarà l’equipe a scegliere se sono indicate tutte le sedute in acqua o se conservarne alcune in sala.

 

 

SETTING PISCINA :  Le regole

Come nella stanza di neuro-psicomotricità, anche in questo contesto ci sono delle regole da rispettare,per la salvaguardia del bambino e la sua sicurezza nonchè quella del terapista:

non farsi male e non fare male agli altri,

non correre sul bordo vasca perché scivoloso,

– non uscire ed entrare in acqua senza il permesso dell’adulto,

– tuffarsi dopo aver guardato attentamente.

In conclusione riassumendo, gli elementi di cui necessita il TNPEE per poter raggiungere gli OBIETTIVI prefissati sono nel Setting Neuropsicomotorio in piscina- Tempo e Regole insieme naturalmente ad: Spazio/materiale; Collaborazione con la famiglia; Lavoro d’equipe.

schema riassuntivo degli elementi utili al TNPEE per raggiungere gli obiettivi

 

 

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Informazioni Autore

Terapista della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva, Neuropsicomotricista in acqua e istruttrice di nuoto a Padova. Ho affiancato la mia formazione universitaria ad una mia passione ovvero il nuoto cercando di creare un nesso tra terapia, sport e piacere. In un mondo non sempre facile avere più chance per vivere meglio.



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