Educazione comunicazione mamma bambino

Pubblicato il marzo 13th, 2013 | di Federica Scorpo

0

Comunicare con un neonato: come fare

Condividi

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

mammeQuando si aspetta un bambino si hanno dei sogni e delle aspettative per lui. Tutti fantasticano su come sarà il futuro nascituro. Fino a poco tempo fa si credeva che un neonato non fosse una persona vera e propria ma semplicemente una piccola creatura che mangia, beve e dorme. Oggi molto studi hanno dimostrato che un neonato è un una persona di straordinaria complessità nonché un individuo molto sofisticato.

Quali sono le abilità comunicative del neonato?

Alcune delle abilità che molti studi moderni hanno evidenziato: vedono, sentono i suoni, gli odori, i sapori, sono in grado di distinguere i volti e hanno delle loro preferenze come ad esempio preferiscono i volti umani alle forme astratte. Sanno fissare un viso e imitarne gli atteggiamenti. Riconoscono l’odore del latte della mamma. Preferiscono le voci umane in particolare quelle femminili ritmate e alte. Amano i gusti dolci e sono capaci di distinguere un cambiamento di sapore.

Tutte azioni volte ad entrare in contatto emotivo con i suoi genitori che man mano intrepreteranno i suoi gesti, tra errori e correzioni. Una di queste ricerche ha dimostrato come i neonati sono sintonizzati agli umori dei genitori, capita infatti che un bambino in braccio a qualcuno pianga se si parla di cose tristi.

Il neonato infatti è soggetto a enormi stimoli e il compito di un genitore è quello di contenere gli stimoli e saper intrepretare i bisogni del bambino. Infatti, ciò che può accadere è che il bambino venga sommerso da una miriade di stimoli. I rumori, la gente che gli parla e tutta l’atmosfera che gira intorno al bambino. Tutti questi stimoli alla fine non fanno altro che farlo sentire sopraffatto. E’ infatti importantissimo entrare in sintonia con il neonato che imparerà con l’aiuto dei genitori a contenere tutti questi stimoli e a capire come gestirli. Quando un bambino piange di solito la madre lo prende in braccio e lo aiuta a farlo sentire  contenuto.

Il neonato infatti spesso non vuole niente ma con i suoi atteggiamenti cerca di far capire come si sente. L’abbraccio della madre lo aiuta a non sentirsi solo con il suo disagio. Mettiamo infatti che abbia mal di pancia, la madre gli spiegherà cosa ha, lo prenderà in braccio, lo aiuterà a fare il ruttino. Il compito della madre è infatti quello di tradurre in maniera semplice le sensazioni e gli stimoli che spesso sovrastano il bambino.

La comunicazione tra madre e figlio comincia così, nel tradurre ed aiutare il bambino a gestire sensazioni ed emozioni dovute ai troppi stimoli che riceve. La prima forma di comunicazione con un neonato è proprio aiutarlo in questo percorso di consapevolezza, così che il bambino si senta sostenuto. Facendo in questo modo non solo il bambino si sentirà amato e imparerà un modello comportamentale con il quale districarsi dalle situazione che va via via vivendo.

Condividi

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS


Tags: ,


Informazioni Autore

Blogger e giornalista tesserata alla Free Lance International Press, ho studiato con profitto Scienze della Formazione. Curo (tra gli altri) saperedonna.it ed ho all'attivo tre pubblicazioni.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su ↑