Terapia bambino sorridente

Pubblicato il Febbraio 21st, 2013 | di Gaia Turra

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Terapia Neuropsicomotoria e Neuropsicomotricista (Terapista)

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Riprendiamo ora il concetto di Terapia Neuropsicomotoria e Neuropsicomotricista, ovvero una branca della medicina che si occupa della prevenzione, della terapia  e della riabilitazione delle malattie neuropsichiatriche infantili. In collaborazione con l’equipe multiprofessionale di neuropsichiatria infantile e le altre discipline dell’area pediatrica, essa opera nelle aree della neuro e psicomotricità, della neuropsicologia e psicopatologia dello sviluppo.

E’ da considerabambino sorridente in una piscina di pallinersi quindi una disciplina che prende in cura ed in carico IL BAMBINO nella sua globalità, non tralasciando aspetti quali il rapporto con la famiglia e con le istituzioni. L’intervento neuropsicomotorio si pone come obiettivo principale  l’integrazione armonica di tutte le aree dello sviluppo: aspetti motori, funzionali, affettivi, relazionali e cognitivi; al fine di ristabilire un’immagine di sé integrata, strutturata che favorisca scambi comunicativi con l’esterno e con l’ambiente.

Attraverso il gioco, il piacere sensomotorio e la motivazione si aiuta il soggetto a riarmonizzare le funzioni mediante un intervento che non si focalizza esclusivamente sull’acquisizione o ri-acquisizione di una competenza, ma anche e soprattutto verso la scoperta di nuove soluzioni adattive, utilizzando le aree potenzialmente sane, correlabili con quelle danneggiate.

Neuropsicomotricista- Il  terapista

Colui che effettua tale trattamento è l’operatore sanitario: terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. Il percorso formativo prevede un triennio universitario presso la facoltà di Medicina e Chirurgia ( profilo professionale definito nel Decreto Ministeriale del 17 gennaio 1997, n. 56). In riferimento alle diagnosi e alle prescrizioni mediche, nell’ambito delle specifiche competenze esso:

a) adatta gli interventi terapeutici alle peculiari caratteristiche dei pazienti in età evolutiva (dalla nascita ai 18 anni) con quadri clinici multiformi che si modificano nel tempo in relazione alle funzioni emergenti;

b) individua ed elabora, nell’equipe multiprofessionale, il programma di prevenzione, terapia e riabilitazione volto al superamento dei bterapista  e bambino in una stanza di terapia neuropsicomotoriaisogno di salute dei bambino con disabilità dello sviluppo;

c) attua interventi terapeutici e riabilitativi nei disturbi percettivo motori, neurocognitivi e nei disturbi di simbolizzazione e di interazione del bambino fin dalla nascita;

d) attua procedure rivolte all’inserimento dei soggetti portatori di disabilità e di handicap neuropsicomotorio e cognitivo; collabora all’interno dell’equipe multiprofessionale con gli operatori scolastici per l’attuazione della prevenzione, della diagnosi funzionale e del profilo dinamico funzionale del piano educativo individualizzato;

e) svolge attività terapeutica per le disabilità neuropsicomotorie, psicomotorie e neuropsicologiche in età evolutiva utilizzando tecniche specifiche per fascia d’età e per singoli stadi di sviluppo;

f) attua procedure di valutazione dell’interrelazione tra funzioni affettive, funzioni cognitive e funzioni motorie per ogni singolo disturbo neurologico, neuropsicologico e psicopatologico dell’età evolutiva;

g) identifica il bisogno e realizza il bilancio diagnostico e terapeutico tra rappresentazione somatica e vissuto corporeo e tra potenzialità funzionali manipolazione passiva di piedi generali e relazione oggettuale;

h) elabora e realizza il programma terapeutico che utilizza schemi e progetti neuromotori come atti mentali e come strumenti cognitivi e meta-cognitivi; utilizza altresì la dinamica corporea come integrazione delle funzioni mentali e delle relazioni interpersonali;

i) verifica l’adozione di protesi e di ausili rispetto ai compensi neuropsicologici e al rischio psicopatologico;

l) partecipa alla riabilitazione funzionale in tutte le patologie acute e croniche dell’infanzia;

m) documenta le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata secondo gli obiettivi di recupero funzionale e le caratteristiche proprie delle patologie che si modificano in rapporto allo sviluppo.

Attraverso il gioco, proposte che vertono sul piano psicologico e/o motorio, dialogo soprattutto tonico-corporeo , il terapista cerca di interagire  con ogni bambino e lo aiuta a trovare il giusto equilibrio nella sua vita per inserirsi meglio nella società, per essere sicuro e padrone di se stesso e per crescere bene acquisendo il maggior grado di autonomia.

La professione del Terapista dell’età evolutiva si caratterizza per la sua vocazione infantile, cui esclusivamente rivolge il suo intervento (Art. 5, n. 1. Cod. deont.), e per un intervento di tipo “globale”.

I prerequisiti nella riabilitazione infantile sono i seguenti: il luogo di trattamento, il ruolo assunto dal terapista, quello del bambino, quello conferito ai genitori, i giochi, la situazione creata, l’attività proposta e la forma di interazione. L’insieme di queste condizioni costituisce il setting in riabilitazione. Nel prossimo articolo si svilupperà questo argomento.

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Informazioni Autore

Terapista della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva, Neuropsicomotricista in acqua e istruttrice di nuoto a Padova. Ho affiancato la mia formazione universitaria ad una mia passione ovvero il nuoto cercando di creare un nesso tra terapia, sport e piacere. In un mondo non sempre facile avere più chance per vivere meglio.



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