Terapia percorso in acqua con tubi galleggianti

Pubblicato il Febbraio 14th, 2013 | di Gaia Turra

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Neuropsicomotricità in acqua

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La neuropsicomotricità in acqua può essere considerata una sottocategoria tra i possibili indirizzi della terapia in piscina, la quale si focalizza sui diversi disagi dei bambini. Si può parlare, a mio avviso, di lavoro neuro psicomotorio in acqua con valenza terapeutica perché esiste il movimento, la relazione e l’emozione; perché il corpo umano in acqua si muove secondo le leggi fisiche che tale elemento pone e impone e, contemporaneamente si assiste alla messa in atto di processi di adattamento motori,  cognitivi, relazionali ed emozionali.piscina adibita alla terapia

L’ambiente piscina non è da considerarsi un ambiente, un setting più favorevole rispetto alla stanza di neuro-psicomotricità, ma semplicemente diverso con i suoi pro e contro. Non c’è competizione rispetto alle attività terrestri perché siamo su un altro piano. 

Considerando il miglioramento o recupero di una funzione, non è verosimile pensare di recuperare in acqua una funzione (es. cammino) che trovi immediato riscontro nel contesto quotidiano. Se una funzione emerge dall’interazione dell’individuo con l’ambiente, è il tipo di ambiente che connota la specificità della funzione. Ciò non toglie che un corretto percorso in acqua porti ad un generale miglioramento sulla terra, in quanto aumenta l’efficienza fisica del bambino in termini di maggior stabilità muscolare, migliore articolarità, una diminuzione del dolore e di conseguenza una superiore fiducia nelle proprie potenzialità. In acqua il bambino sperimenta le proprie percorso in acqua con tubi galleggiantireazioni di equilibrio e di raddrizzamento, sviluppa la coordinazione oculo- manuale e stimola lo sviluppo psico e neuromotorio globale.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi: cosa si intende per Neuropsicomotricità? E inoltre: a cosa si fa riferimento quando si parla di “Setting”?

Per rispondere a tali domande si consiglia di leggere i prossimi articoli in quanto non sono sufficienti poche parole per poter spiegare un ramo della riabilitazione ancora giovane, ma che inizia ad essere ben delineato e concreto. Per comprenderne a grandi linee il settorecomunque, un modo per definire la psicomotricità ovvero “La Terapia Neuro-Psicomotoria” è il seguente:

La ricomposizioterapia e settingne e la connessione di azioni o di frammenti di azione attraverso l’interazione di gioco, ossia la costruzione di un senso condiviso, passando dall’essere un corpo al riconoscersi un corpo.

 

Parlando di setting in terapia neuro-psicomotoria quindi il significato del termine:

Setting come condizioni periferiche, tutte le condizioni che caratteristanza con il materiale per la terapia neurospicomotoriazzano e permettono la realizzazione di un determinato intervento. Tutto ciò che fa terapia ed è indispensabile alla terapia, ma non è  terapia.

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Informazioni Autore

Terapista della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva, Neuropsicomotricista in acqua e istruttrice di nuoto a Padova. Ho affiancato la mia formazione universitaria ad una mia passione ovvero il nuoto cercando di creare un nesso tra terapia, sport e piacere. In un mondo non sempre facile avere più chance per vivere meglio.



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